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Il Nobel per la cucina 2011

Procederei immediatamente ad una raccolta di firme per assegnare il prestigioso titolo allo strolghino di culatello.

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Il mio latte scremato: Champagne Goutorbe 2004

Da fumatore quale sono, quando voglio assaggiare un nuovo vino che ritengo importante, lo faccio il sabato mattina appena sveglio, con la bocca non ancora contaminata dal sapore del tabacco e soprattutto con scarsi impegni pomeridiani che richiedano una mia accettabile lucidità. Spesso accade che fra me ed il bicchiere si frapponga lo sguardo sdegnato di mia moglie, pertanto cerco di giustificarmi facendole presente che come Winston Churchill nutro un profondo disgusto per il latte scremato mentre non ho alcun pregiudizio verso il vino in questione, e che per questo motivo risolvo il conflitto a favore del secondo.

Sabato mattina ho avuto il piacere di assaggiare un Henry Goutorbe millesimato 2004 Grand Cru, sintesi perfetta di quello che per me deve essere lo champagne.

Questa cuvée è composta da un 75% di pinot nero e da un 25% di chardonnay, rispetto al millesimato 2003 presenta un 7% in più di pinot nero, e questa modifica gli conferisce un carattere più confacente allo stile della maison rappresentato dal brut tradition.

Il sapiente uso dei lieviti lo rende, a mio a parere, uno dei loro migliori millesimati e non lo fa sfigurare di fronte a champagne di maggior blasone come il Dom Perignon o simili, con la nota positiva che alla maison lo si acquista a poco più di 18 euro.

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Linzer Torte

Roberto ci delizia con un altro magnifico dolce…
Ingredienti:
Per la frolla:

  • 300 g di farina 00
  • 280 g di burro freddo
  • 6 tuorli d’uovo sodi
  • 160 g di mandorle in polvere
  • 2 prese di cannella in polvere
  • 2 prese di pepe di Giamaica
  • scorza di 1 limone grosso
  • 2 cucchiai di rum
  • una presa di sale

Per la farcia:

  • 540 g di confettura extra di lamponi

Per finire:

  • un tuorlo fresco
  • un cucchiaio di latte
Preparazione:
E’ proprio strana questa “crostata”, niente zucchero nella frolla e tuorli sodi invece di quelli freschi; è la confettura che dona la parte dolce e i tuorli sodi conferiscono una friabilità unica. Và da sé che la confettura deve essere di ottima qualità e i tuorli setacciati.
Mettere tutti gli ingredienti per la base nel mixer e amalgamare brevemente, avvolgerla nella pellicola e porre in frigo per qualche ora.
Scaldare il forno a 200°. Dividere la pasta in due parti uguali e prelevarne 320 gr. da ciascuna. Stenderle e foderare 2 teglie basse da crostata da 25 cm. Stendere la rimanente pasta sul piano di lavoro e tagliare tante strisce per la decorazione.
Mettere la confettura sulle basi, pareggiare e decorare a grata con le strisce.
E’ importante essere precisi nella decorazione, una volta cotte avranno un aspetto professionale.
Amalgamare il tuorlo fresco con il latte e col pennello bagnare la pasta in modo che in cottura prenda un bel colorito.
Infornare per 35 mn. controllando bene la colorazione.
Appena fredda è fantastica, il giorno dopo altrettanto, ma non di più perché perde profumo e friabilità.
Ricetta e foto di Le Tentazioni di Roberto
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Una questione di strategia: l’Osteria Francescana

Ogni qual volta mia moglie cerca di coinvolgermi nelle faccende di casa, come ogni maschio italiano dotato di sufficiente spirito di iniziativa, cerco di svolgere il compito che mi viene richiesto nel peggiore dei modi possibili, così da non invogliarla a riprovarci di nuovo.

Ho come il sospetto che lo staff dell’Osteria Francescana abbia adottato la stessa strategia per fare in modo che io non ritorni mai più ad ordinare del cibo presso di loro…..

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Un colpo di fortuna: l’Eglise

Tutti gli anni accade che io mi innamori di un ristorante e quasi sempre questo innamoramento avviene durante l’estate.

I primi giorni di agosto, un lunedì per l’esattezza, ero alla disperata ricerca di un locale dove festeggiare il compleanno di mia moglie. Come sempre all’ultimo momento, mi sono attaccato al telefono, e elenco alla mano, ho arricchito il mio gestore telefonico senza ottenere alcun risultato accettabile: tutto chiuso.

Per salvare il salvabile ho utilizzato la consolidata tecnica maschile dell’improvvisazione di fronte ad una classica mancanza di attenzione, e cercando di essere credibile agli occhi di una spettatrice attenta ed allenata alle mie arrampicate sugli specchi ho proferito in pompa magna la solita frase ” amore questa sera improvvisiamo”.

Anche questa volta la fortuna e’ corsa in mio aiuto, e casualmente ho scoperto il ristorante L’Eglise a Castelvetro di Modena.

Il locale si trova nel centro storico del borgo medievale, proprio di fianco alla chiesa.

Prima era un piccolo bar senza particolari pretese, ora, da circa un anno, si e’ trasformato in un ristorante veramente gradevole.

In estate si può cenare all’aperto proprio nella piazza, dove peraltro non possono transitare le auto, oppure all’interno in un grazioso cortiletto ben arredato.

Particolare cura è stata prestata all’illuminazione, in parte a candele, ottenendo un’atmosfera ideale.

Vale la pena provare questo locale, oltre che per la suggestiva location, per la meravigliosa cucina dello chef, un omone di poche parole ma con le idee molto chiare.

Difficilmente ho incontrato tanta capacità nell’accostare le verdure nella preparazione dei sughi dei primi piatti, ottenendo con prodotti di stagione risultati sorprendenti e di squisito impatto visivo. Eccezionali, in qualunque variante li proponga, i suoi paccheri.

Gli ultimi che ho assaggiato erano serviti a spiedino, ripieni di ricotta aromatizzata con poca erba cipollina, leggermente grigliati e adagiati su un letto di pomodorini pachino.

Da provare i crostoni della casa, sempre diversi, con un’infinita gamma di profumi.

I taglieri di salumi sono di qualità eccellente, come le crescentine.

Per gli amanti della carne, la tagliata di angus argentino è  decisamente da provare.

La carta dei vini è per i miei gusti un tantino corta, ma di sufficiente qualità.

Una maggiore presenza di champagne a costi accettabili (per ora ne è presente uno solo e troppo costoso), vista la classe del cuoco, sarebbe appropriata.

I prezzi, in base al vino, vanno dai 20 ai 40 euro a persona.

www.eglisecafe.com

Via Torquato Tasso, 18

Castelvetro di Modena

Tel. +39 059 790489

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Una doverosa premessa

La mia insegnante di storia e filosofia, presentandosi alla classe il giorno della sua prima lezione, esordì chiarendo la sua posizione politico culturale, facendoci presente che gli argomenti che avrebbe trattato negli anni a seguire avrebbero richiesto da parte sua una presa di posizione, e che dovendo esprimere giudizi su determinati accadimenti riteneva opportuno palesare ciò in cui credeva. A noi studenti la libertà di mettere in discussione le sue conclusioni.

Parlare di cucina, esprimere giudizi su ristoranti, cuochi, vini e tutto ciò che mi appresto a fare su questa “Preda Ringadora” virtuale, ritengo richieda la stessa chiarezza iniziale.

Io credo nel soffritto, quello fatto a fuoco basso basso con lo scalogno, credo nel brodo di cappone con la giusta quantità di occhiolini di grasso, credo che il parmigiano reggiano fatto con il latte di bianca modenese sia il migliore, credo che la terra stia veramente in basso e che i contadini che la lavorano siano degni di rispetto più di qualsiasi direttore di banca, credo che il pastore che ancora oggi porta al pascolo le pecore sia il vero eroe contemporaneo

Credo che la ricetta delle fettine di carne cotte al Varoma con il Bimby potesse pubblicarla senza provare vergogna solamente un tedesco.

Non credo nelle spume di mortadella, preferisco vedere un bambino con la mani unte che si lecca le dita e se le pulisce sulla maglietta appena stirata.

Odio dal più profondo del mio stomaco gli addensanti chimici ed i bolliti a forma di grattacielo.

Odio mangiare poco e spendere molto, accetto di mangiare bene e spendere qualcosina in più, ma più di tutto odio chi cucina con il marketing e non con il mestolo di legno ed il tagliere con la conca nel mezzo.

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Pappardelle con ragù di cinghiale

Ingredienti (per 4 persone):

  • 300 g di pappardelle
  • 250 g di polpa di cinghiale
  • 600 g di passata di pomodoro
  • vino rosso
  • 1 cipolla
  • 1 costa di sedano
  • 2 carote
  • rosmarino, alloro, peperoncino
  • olio extravergine d’oliva
  • sale e pepe
Preparazione:
Tagliare la polpa di cinghiale in piccoli pezzi e lasciarla marinare un paio d’ore nel vino rosso con la cipolla, le carote tagliate a pezzi, il sedano e l’alloro. Successivamente recuperare gli odori usati, lavarli, tritarli e farli soffriggere in un tegame con l’olio. Unire la carne di cinghiale e far cuocere per un quarto d’ora, aggiungendo rosmarino, peperoncino, il sale e il pepe. Unire la passata di pomodoro, un bicchiere di vino rosso, un filo d’olio, coprire il tegame e far cuocere per 2 ore circa.
Cuocere le pappardelle in abbondante acqua salata, scolarle e condirle con il ragù.
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Crostata di mele con crumble alla cannella

Ingredienti:
Massa I:

  • 125 g di farina 00
  • 25 g di farina di mandorle
  • 1/2 bustina di lievito
  • 75 g di burro
  • 50 g di zucchero di canna
  • 1 tuorlo d’uovo
  • 1 cucchiaio di succo di limone

 Massa II:

  • 500 g di mele renette o Granny Smith
  • 75 g di zucchero di canna
  • 1 limone

Massa III:

  • 50 g di farina 00
  • 50 g di burro
  • 150 g di zucchero di canna
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere

Preparazione:
Accendere il forno a 180°. Rivestire con cartaforno o imburrare ed infarinare una teglia da crostata, quindi bassa, da 20 cm.
Nel robot mettere tutti gli ingredienti della massa I, amalgamare bene e stendere l’impasto sulla teglia. Conservare in frigo.
Tagliare a pezzetti le mele (le renette della foto sono le mie ultime di stagione); in una ciotola amalgamarle alla scorza grattugiata del limone più un cucchiaio del succo e lo zucchero. Mettere da parte.
Sempre nel robot inserire gli ingredienti della massa III ma questa volta non lavorare troppo, deve rimanere granuloso e non perfettamente omogeneo: è tipico dei top “crumble” dei Paesi nordici come gli svizzeri, francesi, tedeschi, ecc. Addirittura, se si vuole fare un lavoro ad hoc bisognerebbe “sfregarli” con i palmi delle mani ma senza farli scaldare, lasciandoli rustici.
Stendere le mele sulla base frolla; spargere i granuli del crumble sulle mele senza assolutamente compattarli, ci penserà il calore a tenere unito il tutto e renderlo piacevolmente croccante.
E’ una versione “piccolina”, solo 20 cm. di meraviglie, che va gustata anche subito; il giorno dopo è ancora più buona, come se ciò fosse possibile, sempre se ne dovesse rimanere. In presenza di ospiti o si prevede un’abbuffata basta raddoppiare esattamente tutti gli ingredienti e usare uno stampo da 28 cm.

Ricetta e foto di Le Tentazioni di Roberto

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