Il mio latte scremato: Champagne Goutorbe 2004

Da fumatore quale sono, quando voglio assaggiare un nuovo vino che ritengo importante, lo faccio il sabato mattina appena sveglio, con la bocca non ancora contaminata dal sapore del tabacco e soprattutto con scarsi impegni pomeridiani che richiedano una mia accettabile lucidità. Spesso accade che fra me ed il bicchiere si frapponga lo sguardo sdegnato di mia moglie, pertanto cerco di giustificarmi facendole presente che come Winston Churchill nutro un profondo disgusto per il latte scremato mentre non ho alcun pregiudizio verso il vino in questione, e che per questo motivo risolvo il conflitto a favore del secondo.

Sabato mattina ho avuto il piacere di assaggiare un Henry Goutorbe millesimato 2004 Grand Cru, sintesi perfetta di quello che per me deve essere lo champagne.

Questa cuvée è composta da un 75% di pinot nero e da un 25% di chardonnay, rispetto al millesimato 2003 presenta un 7% in più di pinot nero, e questa modifica gli conferisce un carattere più confacente allo stile della maison rappresentato dal brut tradition.

Il sapiente uso dei lieviti lo rende, a mio a parere, uno dei loro migliori millesimati e non lo fa sfigurare di fronte a champagne di maggior blasone come il Dom Perignon o simili, con la nota positiva che alla maison lo si acquista a poco più di 18 euro.

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